I tagli

Quando io mi siedo davanti a uno dei miei tagli, a contemplarlo, provo all’improvviso una grande distensione dello spirito, mi sento un uomo liberato dalla schiavitù della materia, un uomo che appartiene alla vastità del presente e del futuro.

Lucio Fontana

Lucio Fontana nei tagli trova l'espressione più nota e iconica dello spazialismo. Queste opere pittoriche, che sono state realizzate a partire dal 1958, presentano uno o più tagli, netti e regolari, operati con l'intento di oltrepassare la superficie della tela. I primi lavori di questo ciclo hanno la superficie ricoperta quasi sempre da aniline, sostituite dall'idropittura nel corso dell'evoluzione di questo tipo di opere.

I tagli rappresentano l'espressione più famosa dello Spazialismo, quella che ha reso celebre Fontana nel mondo. Dal punto di vista prettamente tecnico, la loro realizzazione è solo apparentemente semplice. La sicurezza del maestro nell'incidere la tela era imparagonabile. In ogni caso, Fontana era solito scrivere frasi ironiche dietro alle sue tele per evitarne la contraffazione.

Frasi come "Voglio bene a Teresita", "è venuta a trovarmi Martha Jackson", "Domani farà freddo", "Possibile che gli uomini politici non comprendano", "Nel 1906 quando arrivai a Milano c'erani i tram a cavalli", "Blek, addio per sempre", "Sono ancora tanto triste ciao Blek, "Aspetto il giardiniere dell’anima", "Incomincio a essere stanco di pensare", riguardanti accadimenti di tutti i giorni, riflessioni, sentimenti, ricordi, appaiono sul retro delle sue opere, che invece non venivano datate.

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