Biografia di Lucio Fontana
I Manifesti Spazialisti e il ciclo dei "buchi"

1941

Ottiene sempre maggiori consensi dal pubblico e dalla critica a dispetto del disagio che lamenta nella sua corrispondenza con gli amici italiani.

1942

Nuovi riconoscimenti gli valgono il primo premio della Commissión Nacional de Cultura al XXXII Salón Nacional de Bellas Artes con Muchacho del Paraná e il primo premio a Il Salón Municipal de Pintura y Escultura di Cordova con Intervalo. Insegna modellato alla Escuela de Artes Plásticas di Rosario de Santa Fe e decorazione all'Academia de Bellas Artes "Prilidiano Pueyrredón" di Buenos Aires.

1943

Entra in contatto con gli ambienti alto borghesi di Buenos Aires, città nella quale trasferisce, in Calle Esmeralda, lo studio. A Milano Tullio d'Albisola pubblica un racconto illustrato da quattordici disegni di Fontana.

1944

Espone ancora al XXXIV Salón Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires, ottenendo il primo premio municipale con Mujer herida, e al IV Salón Municipal de Pintura y Escultura di Cordova.

1945

In estate allestisce una personale a Impulso, nei pressi di Buenos Aires, e partecipa alla mostra Once escultores argentinos che si tiene al Museo Provincial de Bellas Artes di La Plata. Con La mujer de Lot prende parte al Salón Independiente, opposto a quello ufficiale nazionale, a Buenos Aires. Ottiene la cattedra di modellato alla Escuela Nacional de Bellas Artes "Manuel Belgrano" di Buenos Aires, trasferisce il suo studio in uno spazio più vasto in Calle Chancos.

1946

È l'anno cruciale del Manifiesto Blanco che Fontana matura nell'ambiente argentino avanguardista che tuttavia non coltiva e verso il quale è critico. Promuove a Buenos Aires la Scuola di Altamira frequentata dai giovani del Gruppo Madì, nato in quest'anno dal movimento concretista e che ha a capo Tomás Maldonado. Il Manifiesto che esce in novembre in forma di volantino, è redatto da Bernardo Arias, Horacio Cazenueve, Marcos Fridman. Non porta invece la firma di Fontana forse per il suo ruolo istituzionale all'Escuela Nacional, che in quanto incarico ufficiale è incompatibile con la posizione antiaccademica della scuola e del dettato del proclama artistico. Esce la monografia di Juan Zocchi sul suo lavoro argentino. Muore il padre Luigi a Rosario de Santa Fe.

1947

Rientra in Italia nel mese di aprile, si stabilisce a Milano in via Castelmorrone 37 e riprende la sua attività di ceramista ad Albisola. Esce in dicembre il Manifesto dello Spazialismo, firmato da Fontana e dal critico Giorgio Kaisserlian, dal filosofo Beniamino Joppolo e dalla scrittrice Milena Milani. Riprende anche la sua collaborazione con gli architetti razionalisti e realizza cinque grandi fregi in ceramica policroma e altri più piccoli in grès per un edificio in via Senato 11, opera degli architetti Marco Zanuso e Roberto Menghi.

1948

Esce nel mese di marzo il secondo manifesto Spazialisti firmato ora anche da Gianni Dova e Antonino Tullier. Partecipa in primavera con una scultura di grande dimensioni in ceramica, Il Guerriero, alla Rassegna Nazionale di Arti Figurative a Roma, città dove è presente anche alla mostra "Arte Astratta in Italia". Nell'estate è alla XXIV Biennale di Venezia, dove espone una Scultura astratta dell'anno precedente, tre sculture in ceramica e una in mosaico. La scultura in ceramica fortemente materica riprende le ricerche degli anni trenta e ora si qualifica per una dinamica connessa alla problematica dello spazio che preannuncia esiti "informali". Stabilisce il suo studio in via Prina.

1949

Si inaugura il 5 febbraio alla Galleria del Naviglio l'Ambiente spaziale a luce di Wood, esposto per sette giorni, ideato alla fine dell'anno precedente e preannunciato in disegni, in gouachas e anche nelle ceramiche dal motivo del vortice. In quest'anno deve collocarsi anche la prima apertura alla ricerca pittorica confluita poi nei "buchi". La sua attività cimiteriale è attestata dall'Angelo in ceramica policroma per la tomba Chinelli, progettata dall'architetto Renzo Zavanella nel Cimitero Monumentale di Milano. Avvia la collaborazione con gli "Arredamenti Borsani" di Milano per la realizzazione di soffitti, lampadari e altri oggetti di arredo in ceramica. Inizia a viaggiare intensamente, soprattutto si reca in città italiane e europee per visitare mostre e allestirne di proprie.

1950

Nel mese di maggio tiene una personale di ceramiche alla Galleria del Milione, partecipa alla XXV Biennale d'Arte di Venezia. Partecipa al concorso per la quinta porta del Duomo di Milano. Firma il 2 aprile il terzo manifesto spaziale Proposta di un regolamento, con Milena Milani, Giampiero Giani, Beniamino Joppolo, Roberto Crippa e Carlo Cardazzo. Qualche giorno prima aveva tenuto alla Galleria del Naviglio, con lo stesso Joppolo, una conferenza sul tema Precisazioni sul movimento spaziale. Si inaugura il ciclo dei "buchi" con dipinti su tela, all'inizio sono monocromi costellati da fori connessi sia all'ambiente a luce nera, sia a esperimenti legati a immagini luminose in movimento per la televisione. Lavori su terracotta colorata graffita con "buchi" segnano inoltre il raccordo con la plastica degli anni trenta.

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