Lucio Fontana rappresenta una delle figure più rivoluzionarie e influenti dell'arte del XX secolo, un artista la cui opera ha ridefinito i confini tra pittura, scultura e spazio, aprendo nuove strade per l'arte contemporanea.
Nato nel 1899 a Rosario di Santa Fe da genitori italiani, Fontana ha sviluppato un percorso artistico unico che lo ha portato a diventare uno degli artisti italiani più celebrati e studiati al mondo.
Lucio Fontana: in primis scultore
La sua formazione artistica, iniziata nella bottega del padre scultore e perfezionata all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diplomerà nel 1930 sotto la guida del maestro Adolfo Wildt, rivela un aspetto fondamentale della sua opera che spesso viene trascurato: Fontana è stato, prima di tutto, un eccezionale scultore.
La sua profonda conoscenza della materia e della forma tridimensionale ha influenzato in modo decisivo tutta la sua produzione artistica successiva, anche quando si è dedicato alle sue opere più celebri, i Concetti Spaziali.
L'opera di Fontana, lo Spazialismo e la sua importanza nella storia dell'arte
Fontana si fa promotore di una nuova visione artistica quando, nel 1946, supervisiona la pubblicazione del celebre Manifiesto Blanco, seguito nel 1947 dal primo Manifesto dello Spazialismo.
Lo spazialismo, di cui è stato fondatore e principale teorico, ha rappresentato una svolta fondamentale nell'arte del XX secolo, introducendo una concezione rivoluzionaria dello spazio come elemento artistico fondamentale.
La sua produzione, che spazia dalle celebri tele tagliate (i cosiddetti "Concetti spaziali") alle audaci sperimentazioni con la luce al neon - opere, queste, che anticipano ed ispirano il Minimalismo - traduce visivamente i principi spazialisti, trasformando la tela in un territorio di esplorazione al confine tra pittura e scultura. L'uso innovativo di materiali e tecniche ha permesso di ampliare i confini dell'espressione artistica, rendendo la dimensione spaziale protagonista assoluta dell'opera.
Fontana tra Avanguardie e Neoavanguardie
Osservato attraverso la sua attività di artista ambientale, Lucio Fontana si conferma essere un artista-ponte tra due epoche artistiche: quella delle Avanguardie storiche e quella dell'arte processuale e concettuale, lasciando sostanzialmente al proprio margine l'esperienza artistica con la quale viene più spesso identificato, l'Informale europeo.
Fontana è stato il primo artista a concepire l'ambiente secondo quello specifico tipo di spazialità che dalle neoavanguardie del secondo Novecento arriva fino ad oggi, pensata come una dilatazione in senso concavo e contenitivo della scultura e non come un complemento all'architettura. Un'intuizione precoce rispetto alle esperienze di autori americani attivi dagli anni Sessanta, cui solitamente si fa risalire l'espansione dell'opera nello spazio.
Fontana anticipò lo sconfinamento dell'opera d'arte in maniera diversa dall'all over di Jackson Pollock. Nel caso di Fontana siamo in presenza della costruzione di cavità dominate dal senso del vuoto, ed è all'interno di questo spazio, tendenzialmente monocromo e straniante, che la luce si identifica esattamente con l'ambiente e si fa materia, corpo a sua volta invadente anche se impalpabile, capace di includere, avvolgere, spesso stordire lo spettatore.